Terremoto Emilia

Persa una seria opportunità con la bocciatura di 8 emendamenti

Sono stati dichiarati inammissibili gli otto emendamenti che ho presentato sul tema sisma in Emilia-Romagna. Come ho dichiarato assieme al collega Francesco Critelli, e come vi spiego dettagliatamente qui sotto, si tratta di un'occasione persa. Perché nella nostra Regione la ricostruzione ha funzionato, e l'obiettivo deve essere quello di agevolare, non di ostacolare le procedure.   Terremoto: Rossi e Critelli (Pd) per Emilia Romagna persa seria opportunità   “Con la dichiarazione di inammissibilità degli 8 emendamenti a prima firma Rossi, che riprendevano quelli già presentati dai colleghi in Senato, si è persa un’opportunità di sostenere e riconoscere l’importante lavoro fatto fino a oggi nella ricostruzione sia privata che pubblica dopo il sisma che il 20 e 29 maggio 2012 ha colpito le terre dell’Emilia Romagna”. Lo dichiarano i deputati dem Andrea Rossi e Francesco Critelli. “Gli emendamenti, alcuni dei quali non costituivano spesa per il bilancio dello Stato - aggiungono Rossi e Critelli- servivano solo per allineare alcuni contratti e procedure in essere a seguito della proroga dello stato di emergenza in carico al commissario Stefano Bonaccini fino a dicembre 2020”. “Una ricostruzione che ha visto una forte collaborazione fra pubblico e privato, figlia anche della laboriosità delle nostre terre e - concludono i deputati democratici- che ha permesso di rientrare nelle proprie abitazioni quasi 15 mila residenti, pari al 90 per cento di quelli usciti nel 2012 e oltre 4.400 attività commerciali e economiche per uno stanziamento di 4,3 miliardi di euro di contributi concessi".

Sulla buona scuola

Un gesto vile e violento

Sul mondo dell'istruzione dobbiamo continuare a investire, aspettiamo un riscontro fattivo dal Governo Conte

La svastica sulla maglietta rossa del manichino rinvenuto sulla Provinciale ci parla di un Paese che sta sprofondando nell'odio

Mercoledì 11 giugno: audizione in sede congiunta delle commissioni Cultura e Scuola  di Camera e Senato del neo Ministro alla pubblica istruzione, università e ricerca Marco Bussetti. Da conoscitore del mondo della scuola qual è, già dirigente delľufficio scolastico regionale della Lombardia, ha tracciato alcune linee guida sul settore per i prossimi mesi di governo. La scuola è, concordo con il ministro, il luogo di costruzione delle coscienze della nostra comunità, e quindi luogo di immenso valore. Una attenzione da tenere alta in un momento dove viviamo la rottura tra scuola e famiglia, in una società sempre più liquida, con le cronache che riportano casi di violenze ai danni dei docenti: episodi che segnalano come l'agenzia educativa più importante dopo la famiglia abbia perso la sua centralità e la sua importanza. Un processo legato al declino del rapporto tra società e istituzioni, che anche la politica, con l'impoverimento del linguaggio, ha contribuito ad accentuare. Sono d'accordo con il Ministro nel vedere nella scuola un generatore di futuro e sull'impegno comune a evitarne il depauperamento. Perciò raccolgo con favore alcune sue valutazioni politiche, come la volontà di non stravolgere la legge sulla buona scuola, nella logica di non arrestare i processi di riforma innestati che spesso ne hanno destabilizzato i suoi protagonisti. Concordo con la volontà di proseguire nell'alternanza scuola-lavoro, che offre percorsi di inserimento lavorativo a chi finisce di studiare. Concordo sulla necessità, come già fatto, di investire ancora in sicurezza, ammodernamento e ristrutturazione scolastica perché rendere gli edifici scolastici belli, sicuri e accoglienti rende i ragazzi più consapevoli del ruolo dell'istruzione. Spero che il lavoro della struttura di missione, voluta dal governo Renzi ma chiusa dal governo Conte, che ha stanziato dieci miliardi di investimenti come da tempo non avveniva in Italia, possa essere recuperato e potenziato. Infine concordo sull'idea di rafforzare il rapporto scuola e sport, a partire dall'aumento delle ore di educazione fisica e attività motoria nelle scuole, dando più opportunità ai laureati in scienze motorie e sostenendo infine gli studenti-atleti per fare coesistere il percorso educativo e sportivo. Ancora oggi la scuola rappresenta un bene comune, che necessita non solo di risorse e di intelligenze umane, ma anche di un continuo investimento economico che dovrà trovare riscontro già a partire dalla prossima legge di bilancio.  
Un gesto vile e violento quello di contrassegnare con una svastica il manichino con la maglietta rossa posto lungo la Provinciale. La foto, pubblicata su Redacon dalle Sorelle della Casa della Carità di Cagnola, ci racconta della miseria morale in cui il nostro Paese sta sprofondando: e l’umanità delle persone sembra affievolirsi e sbiadire. A chi fa comodo questa divisione? Chi raccoglie i frutti di questa guerra silenziosa tra penultimi e ultimi della Terra? Probabilmente quelle mafie - combattute da Don Ciotti e da Libera promotori della campagna delle magliette rosse di sabato - che sfruttano i migranti usati come braccianti agricoli nelle nostre campagne; e probabilmente quei movimenti xenofobi e razzisti che si stanno diffondendo nel nostro Paese e in Europa. E' ora di fermarsi, di dire basta, di riprenderci l’umanitа. Questo clima è inaccettabile, e non è certo rinunciando al rispetto e ai valori democratici che questo Paese diventerа migliore. Anzi, sta già distruggendo quanto ha di più prezioso: la propria generosità.

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