Iniziativa pubblica sabato 9 maggio a Casalgrande
Si terrà sabato 9 maggio alle ore 17.00 in Piazza Martiri della Libertà a Casalgrande, l’iniziativa pubblica “L’eredità di un sindaco. Mario Piccinini 30 anni dopo” per ricordare Mario Piccinini, compianto sindaco di Casalgrande a trent’anni dalla sua scomparsa.
L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Berlinguer e dal Partito Democratico di Casalgrande, avrà la presenza di Gianni Cuperlo che terrà una lectio magistralis sulle radici degli anni ’70 e sulle conseguenze nella società attuale. Introduzione a cura di Andrea Rossi, deputato PD e di Matteo Balestrazzi segretario PD di Casalgrande.
A testimonianza dell’epoca interverranno: Umberto Bedogni responsabile locale del Partito Comunista Italiano, Emanuela Bedeschi, consigliera comunale dal 1980 e Fulvio Torreggiani, assessore alla scuola dal 1975 al 1980.
Mario Piccinini amministrò il comune di Casalgrande dal 1970 al 1982. Capace amministratore pubblico, con umanità riuscì a tenere coeso il territorio, intrecciando relazioni con la comunità, durante una delicata fase di trasformazione sociale, economica e demografica, decisiva per il distretto ceramico reggiano e modenese.
In quegli anni fu compiuto uno straordinario lavoro inclusione sociale, costruendo rapporti e relazioni per una comunità provata dalle difficoltà causate dal dopoguerra. Una comunità in forte trasformazione, in un territorio che stava cambiando a vista d’occhio: da comune prettamente agricolo a industriale, con inevitabili trasformazioni sociali.
Quel modo di fare politica è un’eredità da interrogare: siamo ancora all’altezza di quella idea di amministrazione? Stiamo davvero tenendo insieme sviluppo e coesione come allora?
Sarà un momento importante, non solo di commemorazione, ma di confronto quello di sabato 9 maggio, grazie anche al contributo di Gianni Cuperlo, una voce che unisce profondità politica e riflessione culturale, capace di aiutare a leggere il passato senza trasformarlo in retorica.
Un invito aperto a tutta la cittadinanza. Per ricordare, ma soprattutto per capire che cosa farne, oggi, di quella eredità.
On. Andrea Rossi



