Lettera al direttore della Gazzetta di Reggio in risposta all’editoriale “Il 7 gennaio diventi festivo”
Gentile Direttore,
il suo editoriale sul 7 gennaio come possibile festa nazionale ha il merito – raro e prezioso – di non limitarsi alla celebrazione, ma di porre una domanda politica vera: che valore vogliamo dare oggi alla Giornata del Tricolore?
La storia ci ricorda, come ha opportunamente fatto Fausto Giovannelli, che quando nel 1996 il Parlamento istituì la Giornata nazionale della Bandiera, alla vigilia del bicentenario del Tricolore, non si scelse la via della festività. Non per distrazione, ma per consapevolezza: una festa nazionale è uno strumento complesso, con implicazioni economiche e organizzative rilevanti, allora come oggi. A maggior ragione in una fase storica in cui il calendario civile è già stato ampliato.
Ma fermarsi a questo dato sarebbe un errore.
Perché la questione che lei pone non è se aggiungere un giorno non lavorativo, bensì se stiamo facendo abbastanza per tenere vivo il significato profondo del 7 gennaio.
Reggio Emilia sente questa giornata in modo speciale, perché qui il Tricolore è nato. Ma proprio per questo ha una responsabilità ulteriore: evitare ogni tentazione localistica e lavorare perché il 7 gennaio sia, sempre di più, una giornata nazionale, condivisa, non di parte, celebrata a Nord come a Sud, nelle scuole, nelle università, nelle istituzioni repubblicane.
Il Tricolore non è solo un simbolo identitario o un segno di orgoglio. È, come ricordava Corrado Augias, parte di quelle ritualità laiche che danno sostanza alla cittadinanza democratica. Quando queste ritualità si svuotano, la memoria si indebolisce. E quando la memoria si indebolisce, la comunità nazionale diventa più fragile.
Per questo credo che la sua provocazione vada raccolta fino in fondo, ma trasformata in una proposta politica più ampia: rafforzare la Giornata del Tricolore, darle maggiore visibilità, continuità e investimento pubblico, coinvolgendo il Quirinale, il Parlamento, le grandi città, le università, il mondo della scuola e della cultura.
Come parlamentari del territorio – al di là delle appartenenze politiche – abbiamo il dovere di lavorare insieme per costruire un’iniziativa che vada in questa direzione, partendo da una legge già esistente e rendendola finalmente all’altezza della sua funzione. Per questo intendo prendere l’impegno a presentare un progetto di legge sulla questione, per rafforzare e valorizzare ulteriormente questa giornata.
La responsabilità finanziaria, specialmente in questi momenti difficili, ci impone di limitare i nostri desiderata e di non optare per l’opzione di una nuova festa nazionale. Ma l’impegno rimane, altrimenti il rischio è che il 7 gennaio resti confinato a qualche cerimonia formale, a qualche post commemorativo, a lettere pur autorevoli ma isolate. E questo sarebbe un errore non per Reggio Emilia, ma per l’Italia intera.
Perché la memoria, se non viene coltivata, non resiste da sola.
Grazie per aver aperto un dibattito che merita di continuare.
E di tradursi in scelte concrete.
On. Andrea Rossi



