RISPETTO un dovere morale per ricostruire la fiducia nelle istituzioni e nella comunità

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La parola “comunità” in questi giorni risuona con forza nella nostra coscienza collettiva, soprattutto pensando a quello che è successo a Bibiano. Qui non parliamo solo di un fatto di cronaca o di politica: parliamo di una comunità che ha sofferto, di famiglie e bambini che hanno vissuto esperienze difficili, e di un’intera società chiamata a riflettere sul valore della tutela, della giustizia e del rispetto reciproco.

Conoscendo da vicino il territorio, ho sempre ritenuto che l’impianto accusatorio che ha travolto Bibiano fosse destinato a crollare. E infatti, con il tempo, quel castello si è progressivamente smontato: le assoluzioni sono state chiare e palesi, dimostrando che molte delle accuse su cui si era costruito un clima di indignazione si sono rivelate prive di fondamento.

In questo senso, è giunto il momento che la politica – soprattutto quella parte che ha cavalcato l’indignazione mediatica e strumentalizzato il dolore delle famiglie – chieda scusa. Il rispetto dovuto alle persone coinvolte, come l’ex sindaco Carletti e l’attuale sindaco Marazzi, non è solo un dovere morale, ma una condizione indispensabile per ricostruire la fiducia nelle istituzioni e nella comunità tutta.

Questo caso ci ricorda che la comunità non è solo un concetto astratto: è il tessuto concreto fatto di fiducia, legalità e solidarietà, valori che dobbiamo difendere con forza ogni giorno. Solo così possiamo garantire che nessuno venga lasciato indietro, che i diritti di chi è più fragile vengano sempre tutelati e che la responsabilità verso il bene comune sia il principio guida di ogni nostra azione.

Ed è proprio questo spirito di comunità che ritroviamo nelle nostre feste democratiche, come quella di Sant’Ilario, che quest’anno ospita per la prima volta la festa regionale del Partito Democratico. Un appuntamento che coinvolge anche i circoli della Val d’Enza e che vedrà diversi momenti di confronto politico. In queste occasioni, si rinnova il senso di appartenenza e di condivisione che è alla base della nostra forza. La festa non è solo un momento di svago, ma un luogo dove ritrovarsi, confrontarsi e rilanciare l’impegno collettivo per un futuro migliore.

La stessa comunità che ha vissuto momenti difficili a Bibiano si ritrova dunque nelle nostre piazze, nei volti delle persone che si impegnano, che discutono e che collaborano. Una comunità operosa e coesa, che non si arrende di fronte alle sfide, ma che sceglie di stare insieme per costruire giorno dopo giorno una società più giusta e solidale.

Io sarò presente venerdì 18 luglio, quando dialogherò con la presidente del mio gruppo alla Camera, Chiara Braga, e con il responsabile nazionale dell’organizzazione, Igor Taruffi. Vi aspetto.


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