ANDREA ROSSI

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Tutti i nodi vengono al pettine

TAV, TAP, Ilva: è tempo di costruire l'alternativa

La settimana che ci siamo lasciati alle spalle è stata dominata dalla querelle governativa sul tema della manovra economica, ma sostanzialmente tutta basata sulla ricerca “del nemico” al quale caricare l’eventuale responsabilità delle difficoltà del nostro Paese, una volta l’Europa, poi il governatore Draghi, fino alla incredibile vicenda della “manina” generatrice di una evidente tensione interna alla stessa maggioranza giallo-verde. Il governo di una comunità, dal livello locale fino al governo centrale, porta con sé la responsabilità della cosa pubblica, il valore fondamentale che una forza come il Movimento 5 Stelle, denotando ancora una certa inesperienza politica, non riesce a comprendere fino in fondo. Ma l’arte di governare è una arte difficile, per questo motivo si denota la difficoltà di farsi carico di questa responsabilità da parte del M5S, più che per la Lega, visto che non è sicuramente alla sua prima esperienza (qualcuno dimentica sempre che dal ‘96 al ‘98, dal 2001 al 2006, dal 2008 al 2011 è stata in maggioranza). Tap, Tav, Ilva sono i primi casi eclatanti.   Negli ultimi giorni sono evidenti non solo le contraddizioni tra le varie forze che rappresentano il governo, ma anche le contraddizioni interne al M5S che negli anni ha costruito il proprio consenso anche attraverso il sostegno a tutti i comitati che da nord a sud sono nati per contrastare varie situazioni locali di caratura nazionale. Infatti, si evidenziano con forza le difficoltà degli esponenti dei 5 stelle a partire dalla Tap - opera che Di Battista nel lontano 2017 prometteva di bloccare in 15 giorni una volta al governo - di giustificare la retromarcia della maggioranza, utilizzando false penali di 20 miliardi di euro (non essendo lo Stato coinvolto nel contratto). Infatti, il MISE stesso smentisce Di Maio in un comunicato di risposta dei No Tap di settembre 2018. Ecco in breve alcune risposte del Corriere della Sera che illustrano la situazione (Sull’importanza strategica della Tap vi rimando a  un link chiarificatore ) Vedremo nei prossimi giorni l’evolversi di questi argomenti, dovendo poi arrivare anche a decidere a breve sulla Tav.   Si è tenuto nel weekend il Forum per l’Italia del Partito democratico che ha rappresentato un utile momento di riflessione per determinare il rinnovato impegno della nostra forza politica come partito serio, fondato sui valori che hanno portato oltre dieci anni fa alla sua costituzione. Qui l’intervento di Massimo Cacciari. Un appuntamento in cui il segretario attuale Maurizio Martina ha annunciato, come da impegni presi, le sue dimissioni convocando la possibile assemblea nazionale il giorno 11 novembre per avviare l’iter congressuale. Ho già avuto modo di dirlo durante una direzione provinciale che si è tenuta le prime settimane di ottobre a Reggio Emilia, il congresso per un partito come il nostro, è sicuramente utile e importante, perché serve a ridefinire il profilo della nostra stessa identità e, soprattutto, serve per individuare quella leadership capace di guidare questa delicata fase politica nazionale e internazionale. Ma questo appuntamento, che ritengo si sarebbe già dovuto svolgere all’indomani delle elezioni politiche del 4 marzo, rischia di sviluppare una discussione autoreferenziale e incomprensibile alla stragrande maggioranza dei cittadini, perché è inutile nascondere che coinvolge solamente il corpo vivo del partito, i suoi iscritti e militanti.   Una discussione e un confronto che seppur utile, avviene in un momento in cui le imminenti sfide delle elezioni europee e degli oltre 4000 mila comuni che saranno impegnati nelle elezioni amministrative, impongono al nostro partito una capacità fondamentale di unità per affrontare questa sfida che rappresenta, con molta onestà e franchezza, il passaggio che misura anche la sopravvivenza del Partito democratico. Oggi abbiamo una sfida, che è quella di essere in campo nel miglior modo possibile, a partire dalla seria opposizione che stiamo facendo e dalla proposta nata nelle scorse settimane dei comitati civici, che non rappresentano, come qualcuno vuole fare credere, una nuova forza politica, ma un modo di costruire nel paese un’alternativa a questa maggioranza giallo-verde, rimettendo in moto le diverse espressioni della società civile che oggi non trovano posto nei partiti di opposizione al Governo attuale.   Per questo motivo, non dobbiamo assolutamente perdere di vista il vero obiettivo (la tornata elettorale di maggio 2019), quindi, mi auguro, che se congresso deve essere, questo avvenga in tempi rapidi evitando anche il rischio che stiamo misurando in queste settimane di eccessiva e non giustificata frammentazione delle candidature stesse, cosa che può minare l’autorevolezza del Partito stesso.   Infatti, anche in assenza di congresso, queste settimane sono state piene di importanti e vivaci iniziative, come la Leopolda, una tre giorni in cui il confronto e la buona politica sono stati protagonisti, dove si è posto al centro la battaglia di resistenza culturale, civile e di valori che come opposizione il Pd è tenuto a portare avanti. Ecco il discorso conclusivo di Matteo Renzi, che riassume a pieno lo spirito della Leopolda 2019.   Infine questa settimana siamo stati chiamati in Aula alla Camera per la conversione del decreto legge “Disposizioni urgenti per la città di Genova” che, nonostante diversi annunci e impegni della maggioranza, giunge alla sua approvazione a oltre 70 giorni dal tragico evento del 14 agosto del crollo del Ponte Morandi. Questo decreto arriva con un ingiustificato ritardo ed è stato anche protagonista la scorsa settimana di una bizzarra gestione dei lavori parlamentari che denota, una certa inesperienza, dato che per oltre 24 ore siamo rimasti in attesa della bollinatura da parte della Ragioneria generale dello Stato, prorogando l’inizio dei lavori. Ma, a prescindere da questo piccolo dettaglio, il decreto che serve per la ricostruzione del ponte di Genova, e per il sostegno alle famiglie e alle attività economiche genovesi, contiene in oltre la metà degli articoli dello stesso, interventi a sostegno della comunità di Ischia colpita dal sisma del 2017 e articoli che riguardano il sisma del centro Italia del 2016; il decreto però dimentica completamente di dare le ultime risposte al nostro territorio emiliano colpito dal sisma del 2012, con la bocciatura di tutti gli emendamenti da noi proposti a tal riguardo. Per questo motivo durante il dibatto sugli emendamenti interverrò alla Camera per chiedere nuovamente al Governo un impegno su alcune norme specifiche utili a completare la ricostruzione.   PS: Intanto arrivano i primi dati Istat sul Reddito di inclusione, provvedimento messo in campo e finanziato dai governi Renzi e Gentiloni per combattere la povertà e l’esclusione sociale, come strumento di accompagnamento in momenti di difficoltà, ecco un mio post sull’argomento.

Proposta di legge

Interrogazione

Il 27 settembre ho presentato un'iniziativa di legge sulla promozione dello sport

Il 26 settembre ho presentato una interrogazione parlamentare sul Fondo Sport e Periferie

Ho presentato come primo firmatario una proposta di legge che intende intervenire per il riconoscimento e la promozione della funzione educativa e culturale dello sport e dell'attività motoria.   Lo sport è un sistema sociale a tutti gli effetti, un grande tema che tocca moltissimi aspetti della vita dei cittadini e molteplici ruoli delle istituzioni pubbliche e necessita della massima attenzione da parte di chi si impegna oggi ai diversi livelli nel governo del bene comune. È quindi di fondamentale importanza un investimento forte e concreto sull’educazione motoria e sportiva nelle scuole soprattutto nelle scuole primarie. Lo sport oggi rappresenta anche una grande occasione per il welfare e il sociale: lo sport e la cultura sportiva sono grandi strumenti di integrazione, di cultura del rispetto del prossimo, di collaborazione e di rifiuto dell'odio e del razzismo. In sintesi:   Art 1: indica il riconoscimento dello sport come fondamentale fattore per lo sviluppo umano e per l'educazione dei giovani.   Art 2: introduce la figura dell'educatore motorio-sportivo.   Art 3: introduce la figura del manager dello sport.   Art 4: tutelare i professionisti di cui agli articoli 2 e 3 facendo in modo che questi stessi soggetti possano costituire associazioni utili ad attestare la competenza, la qualificazione professionale tecnico-scientifica e deontologica nonché le specializzazioni degli associati.   Art 5: introduce la figura professionale del docente di educazione fisica e sportiva nella scuola primaria.   Art 6: formalizza, attraverso apposite convenzioni, il rapporto, oggi già esistente in diverse realtà del territorio nazionale, tra amministrazioni pubbliche e istituzioni sportive.   Art 7: istituisce la Giornata nazionale della cultura sportiva, contro la volenza, in ricordo delle tragedie avvenute in ambito di eventi e manifestazioni sportive, da celebrare il 29 maggio.   Art 8: intende dare applicazione concreta al principio di tutela del percorso sportivo degli studenti atleti.  
Al Presidente del Consiglio dei Ministri - Per sapere - premesso che: con l’articolo 15 del decreto legge 25 novembre 2015, n. 185,  il Governo Renzi ha istituito il Fondo «Sport e Periferie» con una dotazione complessiva di 100 milioni di euro nel triennio 2015-2017 ai fini del potenziamento dell’attività sportiva agonistica nazionale, dello sviluppo della relativa cultura in aree svantaggiate e zone periferiche urbane e con l'obiettivo di rimuovere gli squilibri economico sociali e incrementare la sicurezza urbana; al suddetto Fondo risultano destinati - dal riparto del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese istituito dall’articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 -  ulteriori 75 milioni; il finanziamento aggiuntivo di 75 milioni è stato destinato - dall’allora Ministro dello Sport - a coprire tutti i piccoli interventi di rigenerazione e adeguamento degli impianti di importo inferiore ai 300 mila euro, così da finanziare interventi in oltre 500 impianti in Italia; il Governo con l’approvazione della legge 108 del 21 settembre 2018, c.d. proroga termini, differisce al 2020 la realizzazione dei progetti destinati alla riqualificazione delle periferie; rispetto alla gravità dei rilievi evidenziati dal Partito Democratico in fase di discussione del Proroga Termini, il Governo ha assunto un vago impegno - durante un incontro con l’Associazione nazionale dei comuni italiani - ad inserire nel primo decreto utile  una norma che di fatto dia la possibilità di recuperare la realizzabilità dei progetti già in fase avanzata; potenziare l’attività sportiva in aree svantaggiate e in zone periferiche urbane ha l'obiettivo di rimuovere gli squilibri economico sociali e incrementare la sicurezza urbana; :- Se il Governo non intenda assicurare il finanziamento di 75 milioni già destinati a piccoli interventi di rigenerazione e adeguamento di oltre 500 impianti in Italia;

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